Dialogo tra una giovane e una maestra

Sentieri nel Parco delle Foreste Casentinesi

Dialoghi intorno a Strabatenza è un contenitore di itinerari e racconti pensato per condividere l’esperienza che mia nonna fece a Strabatenza, nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi quando nel dopoguerra lavorò come maestra nella scuolina del borgo.


Negli anni ’50 a Strabatenza erano in pochi a saper leggere e scrivere.
Quelli colti erano i bambini che ogni giorno all’alba uscivano di casa per andare a scuola.
Con una mela per il pranzo, prendevano i sentieri in mezzo al bosco e camminavano per chilometri, poco importava se i loro zoccoli affondavano nella neve.
Negli anni ’50 a Strabatenza erano in pochi a saper leggere e scrivere, capitava quindi di affidare a quelli che avevano frequentato le scuole la corrispondenza con i propri innamorati lontani.

Maestra – Sono pronta, cosa devo scrivere?
Giovane – Non lo so, faccia lei. Puoi scrivere come l’altra volta.
Maestra – Ma anche l’ultima volta ho fatto io. E non hai voluto che ti rileggessi la lettera. E’difficile così
Giovane – Può chiedergli se ha visto il mare

La Maestra ubbidì, si inventò la solita banale storiella e prima della firma domandò allo sposo lontano se avesse visto il mare.
Perchè gli hai chiesto proprio del mare ?– le disse la Maestra
Io non l’ho mai visto – le rispose la giovane.
Quando finisce la scuola a giugno, vieni con me. Ti ospito io in Città e ti porto a Cesenatico, a vedere il mare

La Giovane abbassò lo sguardo e sorrise. Fece lo stesso mesi dopo, mentre osservava i suoi piedi
scomparire nella sabbia.

Il Manifesto dei diritti naturali dei bambini e delle bambine

1 IL DIRITTO ALL’OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti

3 IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4 IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5 IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

7 IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

9 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua

10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

– Gianfranco Zavalloni –

Fiume Savio

Ciclopasseggiate naturalistiche

pianta di ombelico di venere su un tiglio

Mentre passeggio la mia attenzione è spesso rapita dai tanti giardini che curati o abbandonati a loro stessi, custodiscono la biodiversità delle nostre città.
Avere un giardino è una grande fortuna ma anche una grande responsabilità, non è certo facile conoscere le piante e i loro bisogni, ci vuole esperienza, passione e predisposizione.
A volte mi capita di vedere qualche provetto giardiniere alle prese con l’eliminazione delle piante spontanee comunemente note come erbacce.

So bene che se non ci mettiamo con la schiena ricurva a estirparle una a una, presto invaderanno ogni centrimetro del nostro giardino ma ammetto che non sono immune al loro fascino.
La capacità che hanno di vivere in luoghi imprevedibili e di adattarsi a condizioni estreme ci dovrebbe stimolare a conoscerle ed apprezzarle.
E poi, dietro ad ogni erbaccia si nasconde un bellissimo fiore e anche se noi proprio non riusciamo a sopportarle, piacciono tanto a farfalle, api e impollinatori vari.

Se pensate che sia arrivato il momento di scoprire vizi e virtù di plantago, malva & Co., tenetevi liberi il 22 aprile e il 4 maggio perchè sarò alla guida di due ciclopasseggiate (dove andremo più in bici che a piedi) alla scoperta di fiori, alberi ed erbacce di Cesena.
Il 22 aprile il percorso è pensato per famiglie e non mancherà una visita al Boschetto del Parco Ippodromo, un vero ecosistema che piano piano sta prendendo vita grazie al WWF Cesena.
Il 4  maggio invece curioseremo tra le aree verdi del centro storico, in cerca delle ormai famose piante vagabonde.

Le iniziative sono gratuite e organizzate da Made in Cesena, cliccando qui troverete tutte le info e le modalità di prenotazione.

Dialoghi intorno a Strabatenza

Trekking a Strabatenza

Mia nonna è una maestra in pensione.
A volte capita che mi racconti quando fu mandata a farsi le ossa nella scuolina di Strabatenza.
Forse non tutti sanno dov’è anche perchè ora non ci abita più nessuno, e’ rimasto solo qualche rudere e la chiesa. Si trova immersa nella natura, nel cuore del Parco Nazionale della Foreste Casentinesi e non lontana dalla famosa diga di Ridracoli e dal paese di Santa Sofia.

Verso la fine degli anni’50 , per un anno, mia nonna insegnò ai bambini del paese e delle case vicine e ascoltando i suoi ricordi, sembra siano passati molto di più di 70 anni.
Tutto cominciò quando la corriera la lasciò a San Piero in Bagno e per raggiungere Strabatenza dovette viaggiare un’intera giornata su un mulo e sotto la pioggia.
I suoi racconti parlano di miseria e comunità, di uomini e donne che con niente cercavano di superare l’inverno e di bambini che sotto la neve e senza scarpe da trekking ai piedi percorrevano chilometri per raggiungere la scuola.
Un mondo che almeno in Italia, non esiste più.

Da qui nasce l’idea di Dialoghi intorno a Strabanza per dar voce a queste storie e raccontarle proprio dove sono state vissute.
Camminate che partiranno nella prossima primavera con i primi due appuntamenti a
Rio Salso e lungo i sentieri poco conosciuti di Strabatenza.
Questa è sola una piccola anteprima, presto ci saranno tutti i dettagli.

Manifesto del contadino impazzito

Amate il guadagno facile, l’aumento annuale di stipendio,le ferie pagate.
Desiderate sempre più cose prefabbricate.
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini e di morire
e avrete una finestra nel pensiero.
Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero. Continua a leggere

INaturalist, una app per conoscere la natura

Foto di funghi del genere ramaria

Lo ammetto, all’inizio ero abbastanza scettico come spesso accade con le cose nuove. Poi mi sono ricreduto ed è diventato un utile strumento che consiglio a chiunque abbia voglia di arricchire le proprie conoscenze naturalistiche.
Mi sto riferendo a INaturalist, un social network nato nel 2008 con l’idea di mappare e condividere le osservazioni naturalistiche e oggi utilizzato in tutto il mondo non solo da esperti del settore ma soprattutto da curiosi ed appassionati. Continua a leggere

Autointerviste

Oggi conosceremo meglio Fabio Bertaccini, una delle guide ambientali di Orme in Movimento

Mi accoglie un po’ in imbarazzo nel suo appartamento cesenate in una tarda mattinata di novembre.
Vicino all’ingresso appare un enorme tiragraffi da cui saltano fuori due gatti che spaventati corrono al riparo dalla mia vista. Si chiamano Ceice e Magda, ricompariranno con calma.
Continua a leggere

L’ ultimo pasto prima dell’ inverno

E’ arrivato l’autunno, le giornate si accorciano i colori si scaldano e il divano si fa sempre più comodo.
Per chi come me è cresciuto nella frenetica riviera romagnola, l’arrivo dell’autunno è sempre stato un’evento piacevole, il delirio estivo svanisce , i ritmi rallentano e il profumo del mare nascosto nella stagione estiva, da creme abbronzanti e doposole, torna a riempire le stradine lungo la costa.
Il pensiero viaggia, i progetti prendono forma e ci si prepara all’arrivo del freddo.
In natura la lotta per la sopravvivenza è sempre presente, piante e animali devono sempre stare allerta, mimetizzarsi, difendersi, scappare,volare via, nascondersi, evolversi, con un  unico obbiettivo: salvare la specie. Così, mentre noi ci godiamo le miti temperature autunnali, la natura si affretta a prepararsi per l’inverno; alcune piante muoiono lasciando la loro eredità a piccoli semi, altre si addormentano facendo cadere le loro foglie con le quali si sono godute i caldi raggi del sole estivo.

Apis mellifera

C’è chi sceglie di scappare dall’ inverno come alcuni uccelli e chi invece rimane.
E così L’autunno per molti animali, sia migratori che stanziali, è la stagione dei rifornimenti, l’ultima grande abbuffata prima del grande viaggio o del  lungo inverno.
Anche nel mondo degli insetti questa stagione è cruciale, sopravvivono infatti all’ inverno da milioni di anni e in questo tempo, hanno sviluppato molte tecniche per passare la stagione fredda.
Per esempio alcune farfalle, che sono tra gli insetti comunemente più apprezzati per il loro aspetto delicato e i loro colori sgargianti, passano  l’inverno sotto forma di crisalide o pupa, altre da insetto adulto come la Vanessa atalanta che con l’arrivo del freddo, si nasconde in qualche anfratto ed entra in uno stato di quiescenza, rallentando il metabolismo per poi risvegliarsi in primavera.

Vanessa atalanta

Alcune vespe, grazie alle loro possenti mandibole, costruiscono  la loro tana scavando e modellando il legno, proteggendosi in questo modo dalle numerose avversità dell’inverno.
In questa stagione non è difficile osservare le femmine di mantide, con l’addome bello gonfio di uova.
Spesso si possono trovare sullo stelo di un fiore pronte a scattare con le loro zampe raptatorie per catturare l’ ultimo pasto.
Grazie a queste ultime energie, la mantide riuscirà a completare il suo ciclo vitale, deponendo fino a 100 uova che, nella successiva primavera daranno alla luce a una nuova agguerrita generazione decisa a combattere per la  sopravvivenza .

 Tommaso Campana

Ameles spallanzania

Read More

Raduni

Il vecchio pulmino carico di facce che ci guardavano un po’ incuriosite stava lentamente percorrendo una bucherellata strada di montagna quando improvvisamente la sua incerta andatura fu interrotta da dei lavori in corso. Da lì dovevamo proseguire a piedi! Né la lunga salita che ci aspettava né il dubbio su dove eravamo finiti potevano minimamente spaventarci, eravamo ormai vicini!

Ma facciamo un piccolo passo indietro quando in un’afosa giornata d’estate, Tommaso mi propose un’avventura difficile da rifiutare: andare a vedere la migrazione delle farfalle monarca! Poco importava se per farlo bisognava andare fino in Messico in uno sperduto bosco di conifere a 3600 metri sopra il livello del mare; dopo un paio di mesi  eccoci arrivati a pochi passi dalla meta! Continua a leggere

Ricordi di Avventure Naturalistiche

ululone ventre giallo

Correva l’estate del 2014 quando c’eravamo messi in testa di andare alla ricerca di una delle specie più rare del Parco delle Foreste Casentinesi, un rospetto conosciuto come l’ululone dal ventre giallo (Bombina pachypus).

Questo piccolo anfibio (non è più lungo di 5 cm) vive nelle più limpide acqua dell’Appennino e il suo aspetto è inconfondibile; ha un corpo tarchiato e verrucoso con il ventre giallo con chiazze nere o blu da cui deriva il suo nome. Armati di macchina fotografica e tanta passione, abbiamo pazientemente risalito i freschi torrenti di montagna che scorrono tra giganteschi alberi di faggio e abete bianco guardando con attenzione cosa si nascondesse in mezzo al fango, dell’ululone però non vi era traccia! Continua a leggere